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Conclusasi felicemente la serie di dieci conversazioni introduttive alla lettura della Comedia di Dante Alighieri commentata da Gian Maria Ferretto, la sottoscritta - benché dotata di scarsa dimestichezza con la parola scritta - sente l’esigenza di formulare, sia a titolo personale, sia in qualità di vice-presidente dello I.E.R.T.O. alcune considerazioni su questo evento promosso dalla nostra Associazione.
Personalmente entusiasta delle argomentazioni sostenute dall'Autore, già prima dell'inizio di questa serie di conversazioni collettive, avevo intrapreso da sola la lettura dei primi dodici canti dell'Inferno, ma grazie alle lezioni introduttive ho visto crescere, se è possibile ancor più, il mio interesse per l'argomento.
Ho notato poi con estremo piacere la condivisione delle mie impressioni da parte di tutti i partecipanti all'iniziativa.
In passato avevo sempre avuto delle problematiche esistenziali alle quali non riuscivo a dare una risposta razionale che mi soddisfacesse e la non risoluzione di questi quesiti mi creava malessere, insoddisfazione e un disagio psichico non indifferente.
Leggendo la Comedia di Dante nel commento di Ferretto ho scoperto che non solo tutte le risposte che cercavo ai miei quesiti trovavano una risposta più che soddisfacente (sia per l'intelletto che per la ragione) ma anche che il discorso portato avanti da Dante - e con lui da Ferretto che è riuscito a trovare la giusta chiave di lettura del testo - dava la possibilità di rivedere, in un'ottica completamente diversa da quella alla quale siamo abituati, ogni aspetto della nostra esistenza e del nostro vivere quotidiano
La scoperta che esiste una Tradizione originale, di cui si trova ancor oggi traccia nei testi più antichi di tutto il mondo, che ci dice sostanzialmente da dove veniamo, chi siamo, e dove dobbiamo andare (o tornare), è stata per me un fatto illuminante e la dimostrazione lampante dell'esistenza di un'unica matrice.
Ho scoperto, tra molte altre cose, che questa Tradizione, deterioratasi con il passare dei millenni, è stata ripresa e rinverdita da Gesù, la cui vera predicazione fu ben diversa da quella sostenuta dal cattolicesimo.
Ho scoperto, ancora, che Dante avvicinatosi a questa Tradizione, giustamente intendendo il messaggio cristico, e facendone la propria filosofia, ha compiuto uno sforzo immane per mettere tutto questo sapere perduto su carta, e rigorosamente in forma ermetica per non finire al rogo.
Ho scoperto che, come detto dal Vate stesso esplicitamente, la sua opera va letta cercando di coglierne tutti i vari sensi, e soprattutto che al senso letterale si sommano quello allegorico, quello anagogico e quello morale: fatto questo ampiamente tralasciato, o piuttosto ignorato, da parte della critica ufficiale. Il che spiega perché i commentatori in genere lascino molti punti oscuri nella comprensione del testo.
Ho scoperto che numerosi artisti, nella musica, nel canto, nella pittura e nella letteratura hanno cercato di tramandare con le loro opere qualcosa di questo sapere e di questa verità primordiale; ho scoperto che la trasmissione del messaggio originale è avvenuta tramite varie forme di linguaggio ermetico, espediente resosi necessario per non incorrere nella persecuzione da parte del potere dominante (vedi chiesa cattolica) e per evitare che la vera Conoscenza finisse comunque in mani sbagliate, dal momento che conoscenza equivale a potere. Ho scoperto che molti eventi storici devono essere visti in maniera diversa da quella che ci hanno insegnato; ho scoperto che, sostanzialmente, siamo stati imbrogliati su tutto, che tutto ciò che credevamo di sapere e conoscere non è altro che una grande mistificazione della verità; ho scoperto che per chi si addentra a fondo nella conoscenza della dottrina della Tradizione, c’è la risposta giusta per ogni interrogativo, c’è l'incontro sconvolgente ed appagante con la Verità assoluta, che si fa riconoscere da sola, quando la incontri, perché chiara limpida senza "ma" o "se" o "forse" o "si dice", "si crede": nella verità non c'è posto per le opinioni o per i pareri di chi si voglia: quando la incontri ti senti meglio.
Per concludere, vorrei aggiungere che ho colto nei partecipanti alle conversazioni appena concluse, un sincero e profondo interessamento per le argomentazioni trattate, propedeutiche alla lettura diretta del testo dantesco, unito ad un desiderio impellente di iniziare tale lettura.
Con l'augurio che tutti possano verificare di persona l'esperienza unica del cammino verso la Verità e con la certezza che non resteranno delusi, invito tutti a comunicare quanto appreso a parenti ed amici che, se veramente interessati, saranno accolti a braccia aperte nella nostra neonata Associazione.
A Gian Maria Ferretto l'onore e il merito di aver trovato la vera ed unica chiave di lettura della “Comedia” di Dante Alighieri, facendo piazza pulita, una volta per tutte, delle incrostazioni interpretative degli ultimi secoli: meriterebbe un monumento in vita per la passione, l'impegno e la fatica profuse nell'immane e meraviglioso compito di restituire - a se stesso in primis e a tutta l'umanità - l'immenso sapere a suo tempo donatoci da Dio al momento della creazione affinché ci guidasse nella nostra vicenda terrena.
Arrivederci a tutti a settembre quando, sotto la guida dello stesso Gian Maria Ferretto, inizieremo l’emozionante viaggio con Dante e la sua Comedia.
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