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Mercoledì 04 Agosto 2010 00:00

I.E.R.T.O. - Istituto Europeo per il Recupero della Tradizione Originale

Ente Associativo intitolato a“Dante Alighieri”

 

Nel presentare le finalità dell’Istituto Europeo per il Recupero della Conoscenza Originale è doveroso anticipare qualche annotazione su cosa s’intenda per "Conoscenza originale", altrimenti definibile come "Conoscenza tradizionale".

Noi tutti siamo figli della cultura del nostro tempo e, per lo più, ragioniamo, pensiamo, e vediamo le cose in conseguenza alle prospettive con le quali ci sono state presentate e trasferite dall’insegnamento familiare scolastico e sociale, del tempo in cui viviamo. Non possiamo tuttavia ignorare che sono esistiti altri tempi, altre culture e prospettive d’insegnamento diverse dalle nostre, nell’ambito delle quali gli individui ragionavano, pensavano e vedevano le cose in modo diverso. Chi affronta con cognizione di causa la storia filosofica e morale di queste culture, si rende conto che il loro patrimonio, consistente nelle fonti del loro modo di pensare e di vedere il mondo era assai diverso dall’attuale. La cultura attuale, dal canto suo, ha una sostanziale tendenza ad uniformare il pensiero antico con l’attuale, trascurandone totalmente ciò che ne aveva costituito l’essenza. È precisamente questa essenza che si chiama "Conoscenza tradizionale", e che questo Istituto si prefigge di studiare e di suggerire all’attenzione del più vasto pubblico possibile.

La "Tradizione", per etimo originario del termine, significa "ciò che è stato consegnato". La "Tradizione" rappresenta in sostanza il bagaglio naturale dell’uomo contenente tutte le informazioni necessarie ad espletare il suo difficile mestiere di esistere, e di vivere giorno dopo giorno la sua esperienza fisica, secondo dei principi che gli garantiscano la positività di questa esistenza. La "Conoscenza tradizionale" implica, pertanto, la Conoscenza di questo bagaglio, che l’individuo si è tramandato di generazione in generazione, fin dal momento in cui, primieramente, ovvero dall’origine, ha incominciato a fare uso del proprio intelletto, che è la caratteristica distintiva della specie cui appartiene e che lo differenzia dagli altri componenti della Natura, alla quale egli pure, in ogni caso, appartiene.

Nel corso della sua storia, travagliata da alterne vicissitudini, la gran parte degli uomini ha dimenticato quanto attiene alla Sapienza di questo bagaglio tradizionale; ma, a rendere perpetua la sua testimonianza, per fortuna, hanno sempre pensato gli uomini di sapienza d’ogni tempo, i vati, i quali hanno trovato il metodo di preservare tale Conoscenza dall’oltraggio della negligenza, trasferendola nelle loro opere sotto forma di parabole e di allegorie, servendosi di un particolare vocabolario simbolico. Questo è il motivo per cui si osserva che in ogni tempo la Conoscenza è stata preservata nel segreto. Ciò non è del tutto vero, perché la Conoscenza è sempre stata a disposizione di tutti gli uomini che avessero voluto penetrarla con "buona volontà"; a mancare è stata sempre la "buona volontà" della stragrande maggioranza degli uomini a volerla conoscere. Resta il fatto che essa è presente nella stragrande maggioranza dei testi di ogni epoca che sono pervenuti fino a noi e che, distrattamente, vengono letti senza la capacità di penetrarne il significato allegorico, che è presente nella loro pressoché totalità. Rileggere e capire questi testi, recuperando appieno il loro significato recondito, è lo scopo di questo Istituto.

Le mosse di questa tutt’altro che facile operazione hanno preso avvio dall’opera del più grande vate di tutti i tempi, Dante Alighieri, il quale non solo ha fornito, con la sua "Comedia" la "summa teologica" della "Conoscenza tradizionale" in tutte le sue forme, ma ne ha anche allegato in modo piuttosto accessibile la chiave di lettura.

Dante appare, oggi, come l’autore più conosciuto e studiato in tutto il mondo, ma di lui, della sua Comedia e della sua opera omnia si conosce soltanto uno dei tanti aspetti, quello appariscente, quello letterale e formale. I contenuti della Comedia sono tutt’oggi sconosciuti e soltanto recentemente, grazie all’opera del fondatore di questo istituto, si è potuto pervenire alla loro estrazione e divulgazione. Gli innumerevoli riferimenti letterari contenuti nelle opere dell’Alighieri hanno altresì aperto quella che oggi è "la nuova frontiera del sapere", in realtà tutt’altro che nuova, dal momento che, con tali approfondimenti, ci si propone di togliere l’oblio più o meno volutamente depositato dalla cultura convenzionale corrente, sopra i contenuti della "Conoscenza tradizionale".

I portatori di tale Conoscenza asseriscono che essa, in quanto "Tradizione originale" è depositaria della verità; questo potrà comunque dedurlo liberamente qualunque persona si addentri con buona volontà per il sentiero di questa Conoscenza. Noi non vogliamo affatto affermare, aprioristicamente, che la Tradizione sia depositaria della verità delle cose; noi riteniamo semplicemente che, dal momento che nei testi classici dei filosofi e dei vati antichi e meno antichi è riscontrabile questo aspetto sapienziale, esso debba essere conosciuto, per un processo di ricerca e di conoscenza che è proprio dell’uomo in tutte le sue manifestazioni; per lo stesso principio per cui ci si dedica agli scavi archeologici e quant’altro affine. Per il nostro istituto e per coloro che vorranno a vario titolo aderire a questa iniziativa squisitamente culturale e formativa, ogni libro rappresenta un sito archeologico da scavare, per portare alla luce quei reperti di Sapienza affossati dalla sabbia dell’ignoranza dei secoli.

 

Ultimo aggiornamento Sabato 21 Agosto 2010 22:58
 
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