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Sulle orme di Dante e dei Templari nella Marca gioiosa et amorosa PDF Stampa E-mail
Scritto da Anna Bergonzelli   

 


 

Ispirata alla tesi, già ampiamente documentata dagli studi di Gian Maria Ferretto, che vuole Treviso "città dantesca" per eccellenza e segnata con testimonianze - tanto evidenti quanto generalmente misconosciute - dall’immanenza di uno speciale influsso del grande Vate, la giornata di studio di sabato 27 maggio è stata anche un’occasione per godere di una gradevole compagnia ed ha avuto momenti conviviali molto apprezzati. Non solo per i partecipanti provenienti da altre città e regioni, ma anche per chi da anni abita a Treviso, e addirittura per alcuni trevigiani si è trattato di un’autentica scoperta di luoghi, aspetti e significati inattesi: sorprendenti, ma anche talmente lampanti e persuasivi da lasciare interdetti per la loro evidenza, e anche - bisogna ammetterlo - rammaricati per non aver mai potuto e saputo leggere prima una simile quantità di cospicui indizi e messaggi.

Un rammarico tanto più sentito da parte di un soggetto - come chi scrive queste sommarie impressioni - che dell’opera di Dante ha fatto per buona parte della propria esistenza materia di studio e di insegnamento (!) ritenendo per di più - ed evidentemente a torto - di non avere un atteggiamento poi tanto superficiale in merito…

Riflessioni non proprio confortanti, e tuttavia superate dalle molteplici emozioni della giornata. A cominciare dall’affascinante incontro ravvicinato con il manoscritto della Comedia custodito nella Biblioteca Comunale, ammirato con commozione pensando che a sfogliarlo - sette secoli fa! - sia stato il figlio Pietro, pensando alla miriade di significati simbolici racchiusi nelle miniature perfettamente conservate, alla paziente e laboriosa attività dell’amanuense che lo vergò con una precisione incredibile…

Non meno interessante, ascoltare dallo stesso Gian Maria Ferretto la narrazione della presenza di Dante a Treviso come ospite del buon Gherardo da Camino; ma soprattutto capire che cosa fossero i "Seguaci d’amore", apprendere della "unzione" templare di Dante, della sua presenza presso la Commenda trevigiana: presidio degli stessi Templari ai quali è legata la bellissima Loggia dei Cavalieri "Templari": com’è giusto precisare; e , sorpresa delle sorprese, trovarsi l’austera maschera di Dante raffigurato come Vate laureato, incastonata sulla facciata di quel Palazzo Rusteghello dove per anni hai insegnato…senza mai accorgerti della Sua fatale presenza!

Suggestivo osservare in loco la confluenza dei fiumi e canali che - quasi come i sette colli di Roma - hanno fatto del luogo dove la città è sorta, una postazione privilegiata, tra l’altro legata all’antichissimo culto di Iside (Iside a Treviso? Sempre tra i piedi questi extra-comunitari…).

Ferretto, che appena ventenne ha fatto l’assistente di Germi, regista di "Signore e signori", ci parla del Paradiso terrestre "che Dante ha immaginato proprio qui", a Treviso, nella Marca gioiosa et amorosa…E non è una battuta estemporanea: ci ha scritto sopra già sette volumi di commento alla Comedia e sta lavorando alla terza Cantica, proprio dove si parla di Treviso!

Varrebbe la pena di far conoscere e valorizzare questa prerogativa "dantesca" di Treviso!

Lasciata la città diretti a Portobuffolè, dove Dante fu ospite di Gaia, figlia di Gherardo da Camino, incontriamo consistenti tracce della presenza templare nella zona: come tradizione rivissuta intellettualisticamente a Santa Lucia, come testimonianza architettonica originale a Ormelle.

Vagamente inquietante fin dalla facciata, la Parrocchiale di Santa Lucia di Piave con le sculture di Fra’ Claudio: una Santa Lucia-Beatrice altissima e incombente, i leoni del pronao, Dante affiancato a San Francesco sul portale e….ad accoglierti appena dentro, il Diavolo che spunta da sotto l’acquasantiera come nel celebre modello francese… Intrisi di un simbolismo greve i parati dipinti, i motti scritti sui muri e sotto il pulpito mettono un po’ i brividi…Vengono in mente i pittori pre-raffaelliti e un altro Dante: Dante Gabriele Rossetti. In mezzo a tanto ermetismo ed esoterismo, irrompono, parati a festa e in attesa degli sposi, gli invitati di un matrimonio: è quasi una scena felliniana…E ti chiedi: quali riti verranno a celebrare qui?

Esplicitamente chiamata Chiesa dei Templari anche sui cartelli turistici, la chiesa di Tempio di Ormelle sorge ad un altro incrocio di vie d’acqua - questa volta Piave, Livenza e Lia - monumento superstite di un crocevia importante ai tempi dei pellegrinaggi in Terra Santa: sotto il portico ornato di croci templari, un piccolo affresco raffigurante la crocifissione. In cielo la luna e il sole; in terra, unici protagonisti Cristo in croce e, ai piedi della croce, una bionda figura femminile a capo scoperto. Inevitabile pensare alla Maddalena, nonostante ti risuonino nelle orecchie i rimbrotti di qualche predicatore...

Le categorie contingenti di tempo e spazio incalzano, ma resta il bisogno di approfondire gli stimoli ricevuti in questa intensa giornata: di tornare sulle orme di Dante, sulla strada della Conoscenza.

 

Ultimo aggiornamento Sabato 08 Ottobre 2011 02:36
 
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